

Emanuele nacque a Cammarata il 2 gennaio 1926, terzogenito di sei figli.
Tutta la famiglia si trasferì a Varese nel 1928, per trovare lavoro e da lì non ritornarono più a Cammarata se non per trascorrere alcuni giorno di vacanza dai parenti.
Il fratello Vito, ricorda quanto le riferiva la madre:
“A quell’ epoca ero molto piccolo, avevo circa sette anni e mia madre mi raccontava che mio fratello era stato fatto prigioniero dal Generale Tito quando fù occupata Trieste. L’ultima volta che ebbe sue notizie fù nei primi giorni del mese di aprile del 1945 con una lettera in cui diceva che sarebbe venuto a casa in licenza molto presto avendo già in mano il documento rilasciato dal suo Comandante. Ma poiché in quei giorni sarebbero andati in licenza molti militari, il comandante pregò mio fratello di restare ancora qualche giorno per fare una torta, poiché era pasticcere, e dopo sarebbero andati in licenza tutti insieme. Da quel giorno non si seppe più nulla e nel 1947 egli fu dichiarato disperso contrariamente ad altri suoi compagni dichiarati morti”.
L’Amministrazione Comunale di Cammarata, in questa ricorrenza, commemora tutte le vittime ed in particolar modo il suo concittadino, auspicandosi che immani tragedie non avvengano mai.
Vincenzo Li Gregni